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Tuvixeddu: Dossier Archeologico

ARCHEOLOGIA A TUVIXEDDU: CONOSCERE PER CAPIRE E CONDIVIDERE

Il Soprintendente ed il personale della Soprintendenza archeologica della Sardegna, vivamente preoccupati per il destino dell'area archeologica di Tuvixeddu e per il proliferare di appelli in difesa della necropoli, che dimostrano la lacunosità e la parzialità dell'informazione che accompagna da qualche tempo un argomento di così grande importanza, forniscono le seguenti precisazioni:

  1. L'area archeologica di Tuvixeddu è interamente tutelata dal vincolo diretto e indiretto del 2.12.1996 che copre complessivamente una superficie di circa 23 ettari e nasce dall'accurato riscontro sul terreno e dallo spoglio di tutti i documenti bibliografici e d'archivio. La sua completezza ne ha garantito la validità anche contro i ricorsi amministrativi che hanno fatto seguito alla sua emanazione.
  2. La stessa area è interamente compresa nel vincolo paesistico del 1997 che si estende da Viale S.Avendrace a Via Is Mirrionis, abbracciando perciò tutta la collina.
  3. Le tombe parzialmente esterne all'area di vincolo, numerate per individuo - contando quindi sia le fosse che urne, ma anche i crani o i pochi resti scheletrici di sepolture intensamente e fittamente sovrapposte fra loro- sono state scavate integralmente, procedendo per successivi livelli di deposizione, in settori diversi del pendio a valle della collina e fino a quel momento coperti da cumuli di detriti e da discariche, fino ai livelli sterili, con la consueta corretta metodologia che si applica in ogni contesto archeologico quando non ci sono resti che, per la natura del suolo e/o per la consistenza delle strutture, abbiano carattere monumentale che possa essere conservato e valorizzato. Questi lavori si sono svolti nel 1997 - oggetto della mostra Tomba su tomba, - nel 1998 e nel 2003, quindi si sono conclusi ben prima che, alla fine del 2006, venisse proclamata la necessità di nuovi vincoli paesaggistici. La tutela che oggi si invoca riguarda quindi sepolture che non ci sono più da cinque anni!
  4. Tutto ciò che è stato conservato - laddove si sono verificate le condizioni, - ricade nell'area di vincolo archeologico e paesaggistico e fa parte di un'ampia fascia che, comprendendo anche le tombe a camera romane, avrebbe dovuto costituire, nei progetti concordati con il Comune di Cagliari, l'ampliamento del Parco archeologico finanziato con progetto PIT, i cui fondi sembra siano andati persi.
  5. Gli ulteriori scavi condotti nel 1999 e 2000 e dal 2004 al 2007, sono stati realizzati dapprima con progetti finanziati dal Ministero e poi con i più consistenti fondi messi a disposizione proprio per lo scavo dal progetto del Parco. Questi lavori, purtroppo interrotti, hanno messo in luce parte consistente dell'ampia superficie interessata dalle tombe a pozzo scavate nel calcare, che costituisce oggi un patrimonio di straordinaria rilevanza scientifica e monumentale.
  6. Per quanto riguarda Via Is Maglias, cioè il versante della collina che si trova alle spalle della necropoli, l'accurato riscontro dei dati bibliografici e d'archivio, che ha preceduto il vincolo archeologico, ha dimostrato che si sono verificati ritrovamenti di sepolture a fossa, in punti imprecisati dell'attuale strada, negli anni Cinquanta del secolo scorso e che è stata pubblicata un'altra isolata sepoltura a pozzo negli anni Ottanta. I lavori che si sono succeduti nel tempo - stradali, edilizi o altro, - non hanno messo in luce altri resti della necropoli in questo versante della collina, ma soltanto alcuni fronti di cava romana che sono stati conservati nell'area della Facoltà di Ingegneria che si affaccia su Via Is Maglias.

Sulla base di queste considerazioni, che sono già state ripetutamente evidenziate in questi ultimi mesi nelle sedi opportune, i firmatari rivolgono a loro volta al Ministro per i Beni Culturali, On.le Sandro Bondi, un appello affinché, nel rispetto delle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato:

  1. L'area archeologica di Tuvixeddu esca dall'abbandono nel quale, dopo l'auspicio della realizzazione del Parco, è ricaduta con i ripetuti blocchi dei lavori
  2. Non vengano dispersi i finanziamenti che avrebbero consentito, oltre alla prosecuzione dello scavo, anche il trattamento conservativo e/o la ricopertura di alcune tombe a pozzo che a giudizio degli archeologi sono a rischio di conservazione ed il trattamento ove necessario dei resti di colore o dei rilievi che decorano in qualche caso il pozzo e/o le celle.
  3. Non venga ulteriormente bloccata la realizzazione del Museo, i cui lavori per altro risultano già appaltati, che deve ospitare i consistenti ritrovamenti della necropoli e si propone, nell'idea progettuale condivisa fra tecnici progettisti e la Soprintendenza, come esempio unico di struttura espositiva tematica, direttamente connessa all'area archeologica in cui si sono verificati i ritrovamenti.
  4. Vengano recuperati i fondi relativi all'ampliamento del Parco che consentano la valorizzazione di tutte le tombe a camera e a pozzo e dei settori scavati e non scavati a valle della necropoli punica.
  5. Vengano messi a disposizione ulteriori finanziamenti per il trattamento dei numerosi materiali ritrovati in occasione degli scavi, affinché possano essere esposti e valorizzati.
  6. Che ogni decisione o progetto che riguardi l'area archeologica tenga finalmente conto del parere della Soprintendenza archeologica, alla quale competono sia la tutela che le scelte tecniche - in costante rapporto, come è avvenuto in occasione di tutti i progetti citati con la Direzione Generale per i Beni Archeologici - la cui dignità e credibilità sono state messe in questi ultimi anni a dura prova.
  7. Che non venga vanificato il lavoro di tutela e di ricerca che si è svolto finora sul colle di Tuvixeddu.

Si invitano tutti coloro che hanno effettivamente a cuore le sorti della necropoli di Tuvixeddu a sottoscrivere questo appello inviando la propria adesione all'indirizzo e-mail sba-ca@beniculturali.it