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Mont'e Prama. Precisazioni all'attacco di Mauro Pili

12 gennaio 2016

mont'e prama 1Ancora una volta la Soprintendenza è vittima delle spregiudicate invenzioni e delle intemperanze verbali dell’On. Mauro Pili, la cui aggressività sugli organi di comunicazione non solo veicola informazioni del tutto false e infondate, ma alimenta un clima di odio esasperato, che espone alle minacce fisiche il personale della Soprintendenza, reiteratamente minacciato di morte e sottoposto a ingiurie inaccettabili.
Espressioni quali: “bisogna appostarsi col fucile e iniziare a sparare”, “Bruciamo tutti i mezzi, possibilmente con loro dentro”, “sono da impiccare”, “sta arrivando l’ora di farci giustizia da soli!” sono ormai reiterate e preoccupanti, tanto che in proposito ritengo sia opportuno che la magistratura e le forze dell’ordine procedano, vista l’evidenza pubblica di queste aggressioni verbali e di queste minacce, a tutela del diritto della Soprintendenza e a protezione del suo personale.

Peraltro, a totale smentita delle falsità propalate da Pili il lavoro nel sito di Mont’e Prama continua a procedere non solo fruttuosamente e secondo tutti i dettami della regolare esecuzione degli scavi archeologici, ma nella massima attenzione per i reperti e per la loro protezione e conservazione.
Proprio nei confronti di questi interventi si è espresso l’ennesimo insensato intervento dell’on. Pili; in questi giorni sono infatti in corso interventi di copertura e protezione degli strati archeologici e delle tombe più delicate non acora indagate, che vengono isolate con geotessuto e strati di ghiaia inerte finalizzati alla copertura protettiva delle strutture e degli strati archeologici, tanto più necessari in questa stagione metereologica.
Nell’ambito di questi interventi viene utilmente impiegato anche un mezzo meccanico, così come utilmente era stato impiegato in precedenza sia per la rimozione della terra dallo scavo sia per lo scavo di livelli di riporto sovrapposti agli scavi degli anni ’70.
La Soprintendenza continuerà a lavorare come ha sempre fatto, per la conoscenza e la tutela del sito archeologico di Mont’e Prama, che oggi grazie agli ultimi scavi offre alla comunità scientifica una straordinaria occasione di approfondimento della realtà archeologica di uno dei più straordinari rinvenimenti della archeologia nuragica.
Continuerà ad applicare con rigore e correttezza tutte le procedure di legge fino a oggi poste in atto nello scavo, tanto a tutela del sito quanto per il rispetto della legge sui lavori pubblici, nell’ambito dei quali essa stessa sta operando.
Provvederà inoltre a difendersi in tutte le sedi competenti dall’aggressione verbale e dalle minacce a cui viene sottoposta.


Il Soprintendente
dott. Marco Minoja

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