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Guardiania a Mont'e Prama. Alcune precisazioni.

26 dicembre 2014

monte prama restauroIn queste settimane sono state sollevate riserve, rilanciate dagli organi di stampa e diffuse sui social network più popolari, in merito alle condizioni di tutela del sito archeologico di Mont’e Prama.
La Soprintendenza Archeologica di Cagliari ritiene opportuno rassicurare che attualmente a Mont’e Prama non si ravvisano condizioni di rischio particolari, o comunque diverse o maggiori rispetto alle centinaia di siti noti e facenti parte del patrimonio archeologico sardo, che, non risultando in consegna alla Ministero o ad altro ente, non sono soggetti ad obblighi continuativi di guardiania.
La Soprintendenza archeologica sta dirigendo da mesi, in collaborazione con le Università degli Studi di Sassari e di Cagliari, e attraverso il proprio personale tecnico-scientifico, un cantiere di scavo volto all’esplorazione di un settore dell’area archeologica collocato a sud degli scavi degli anni ’70.
L’area è stata dunque costantemente presidiata dallo scorso maggio, proprio in virtù della presenza continuativa degli archeologi impegnati nel cantiere.
Lo scavo è stato portato avanti in maniera regolare e senza danneggiamenti; in un’unica occasione nel mese di settembre si è verificata l’intrusione di clandestini nelle ore notturne, cui si è dovuta la leggera manomissione del terreno di sigillatura di una sepoltura; tale manomissione non ha comportato comunque la perdita di dati di rilievo, limitandosi ad una porzione molto superficiale del riempimento della stessa sepoltura.
Lo scavo, sospeso attualmente solo per pochi giorni e per impedienti motivi climatici (le forti piogge hanno infatti imbibito le stratigrafie in misura tale da non consentirne nell’immediato l’asportazione con metodi scientifici corretti), risulta comunque in condizioni di tranquillità, dal momento che prima della sospensione si sono completate le operazioni di scavo di tutte le sepolture individuate e il prelievo con metodo stratigrafico dei reperti mobili presenti nell’area e facilmente asportabili
La Soprintendenza sta provvedendo a definire con l’Università di Sassari un preciso cronoprogramma delle attività, che consenta l’alternanza senza elementi ostativi tra l’attuale cantiere di scavo, attivato grazie ad un finanziamento regionale sui fondi per la ricerca, e il prossimo intervento, già programmato grazie alla disponibilità di un importante finanziamento ARCUS destinato dal MiBACT allo scavo e alla conservazione dell’importante sito archeologico.
Nel frattempo, inoltre, la Soprintendenza, che ha già rivolto alla Curia di Oristano, proprietaria del terreno su cui insistono gli scavi, la richiesta di potere procedere con la recinzione dell'area, ha indetto per la metà di gennaio una conferenza dei servizi con tutti i soggetti preposti, per completare le procedure di autorizzazione e per rendere recintata e controllata l'area archeologica in vista del prossimo cantiere.
Quanto alle iniziative prese da singoli e associazioni in queste settimane si ribadisce quanto già comunicato agli organi di stampa locale: l'attenzione dei cittadini sardi per il proprio patrimonio è sicuramente una buona cosa, che gratifica in primo luogo chi ha speso tante energie, competenze e risorse per mettere in luce e portare alla migliore conoscenza possibile il sito di Mont'e Prama, certamente rilevante per la comunità scientifica internazionale e per i molti cittadini interessati al proprio patrimonio archeologico.
La Soprintendenza dunque non può che rallegrarsi della profonda attenzione riservata al sito e alle ricerche in corso; tuttavia va distinto quello che è il giusto e importante interesse dalle azioni propagandistiche, utilizzate per accusare di mancata attenzione ed efficienza gli organi preposti.
L'auspicio è pertanto che l'attenzione rivolta al sito si mantenga nella misura di una giusta e corretta volontà di conoscenza e non metta a rischio le condizioni di conservazione e di sicurezza dell'area archeologica.

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